Altre considerazioni

La bicicletta ha cambiato l’orizzonte della nostra visione di città.

Essere saliti in bicicletta ha generato una riflessione: nelle nostre città lo spazio urbano è limitato, e il diritto di viverlo, negato.
L’assenza di politiche in favore di metropoli, città, paesi, quartieri, rioni a misura di persona, è quasi totale.

Gli ambienti urbani hanno subito l’impoverimento delle funzione sociali ed economiche, snaturati da una mobilità urbana che ha allontanato le persone dai propri bisogni reali.

I trasporti pubblici subiscono continuamente tagli indiscriminati, addossando colpe ai “portoghesi” per giustificare i mal funzionamenti delle amministrazioni pubbliche che gestiscono i trasporti urbani, rendendoli deboli, poco efficienti e fruibili.

L’esperienza di Tallin, Vitrè, Nova Gorica ed altre città, con il sistema Zero Fare nei trasporti pubblici, ci mostra che una mobilità diversa può essere costruita se si mettono in campo scelte politiche che vadano nella direzione di decongestionare il traffico a motore per restituire gli spazi urbani alle persone.

La politica, ad ogni livello, deve avere il coraggio di ripensare al sistema trasporto, al come le persone abbiano diritto di muoversi dentro un’ ambiente urbano per camminare, pedalare, praticare sport, giocare, con tutela ed armonia.

Oggi più che mai, abbiamo il reale bisogno di riportare questi ambienti urbani alle sue funzioni vitali, per garantire luoghi di confronto tra chi ci abita, a partire da una mobilità fondata più sulla socialità e sul benessere delle persone, habitat urbani in cui è possibile muoversi con il proprio corpo, liberi dal traffico a motore.

Per questo occorre unirsi, organizzarsi e pretendere il cambiamento.

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