Ciao Giorgia, Ciao Valerio.

Due giorni fa si è spenta Giorgia Graziano. Ieri è toccato a Valerio Zeffin.

Giorgia aveva 13 anni, è stata investita da un’auto mentre attraversava la strada in bicicletta per andare a scuola a controllare i risultati dell’anno appena trascorso. Il suo corpo è stato sbalzato a 15 metri dal luogo dell’impatto, poi la corsa verso l’ospedale, 13 giorni di agonia, finché non c’è stato più niente da fare.

Valerio, invece aveva 18 anni, dopo essere caduto a terra è stato investito da un furgone che non ha fatto in tempo a frenare.

Al di là della forma degli incidenti, di per se gravissimi, la cosa che sconcerta di più in assoluto è stato l’ampio silenzio degli organi di stampa riservato a questi eventi. I giornali italiani erano troppo occupati a parlare del cane Lennox, del presunto figlio di Balotelli e della Fico, dell’ultimo anticiclone infernale e del ritorno in politica di Berlusconi.

Mentre la parte migliore dell’Italia lascia la vita sulle nostre strade, buona parte della stampa, invece di informare, preferisce nascondere la testa sotto la sabbia continuando a raccontarci storielline per evitare di affrontare i problemi reali. Questo non può essere più tollerato.

Non possiamo non rivolgere un pensiero ai genitori di Giorgia e di Valerio in questo momento.

È per ricordarli, per augurarci che non si verifichino più eventi di questo tipo e per diffondere consapevolezza sull’importanza della sicurezza sulla strada che questa sera, Venerdì 13 luglio, ci incontreremo per ricordare questi giovani vittime della nostra mobilità.

A Milano ci troveremo in Piazza Argentina alle 20:00 per osservare un minuto di silenzio e accendere una candela in loro ricordo

A Roma saremo a Piazza San Silvestro alle 21:00 indossando una maglietta bianca prima di dirigerci al palo 27 di Via dei Fori Imperiali

A Napoli saremo a Piazza Municipio alle 21:00 da cui partirà una fiaccolata
Ciao Giorgia. Ciao Valerio.


avatar Carlo

Inevitabilmente condiviso e profondo dolore per queste giovani persone che hanno perso la vita in modo così assurdo.
Evitiamo competizioni mediatiche di bassissimo rango però per cortesia.
Non ci può essere gara fra morti nè sprezzo su un genere od un altro.
Purtroppo la comunicazione è questa.
L’ipocrita è l’Uomo non certo l’animale.

Carlo
(ciclista imperterrito con alle spalle immagini e immagini di animali massacrati e abbandonati in strada, sicuramente da stesse persone che hanno identico rispetto per l’uomo)

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