Lo sport monopolitano sposa la causa di #salvaiciclisti!

Domenica 25 novembre, prima del consueto allenamento fuori porta, gli atleti dell’associazione sportiva “Ciclo Club Monopoli” hanno presentato le nuove divise con il logo #salvaiciclisti in bella mostra.

#salvaiciclisti è un movimento apolitico e apartitico che promuove in Italia un modello di mobilità nuova, non più basato prevalentemente sull’auto privata, ma che sia in grado di pensare a città diverse, fatte per muoversi a piedi, in bicicletta e con il trasporto pubblico.

Come spiegato nel Libro Rosso della Ciclabilità e della Mobilità nuova, la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto sostenibile. E’ un modo veloce per spostarsi quotidianamente nella propria città e arrivare direttamente in luoghi dove altri mezzi non arrivano; dà autonomia negli spostamenti e consente al contempo di socializzare la città, vivendola e vedendola in modo diverso. Non solo può sostituire l’auto ma può aggiungere qualcosa ai nostri percorsi quotidiani: uno sguardo diverso, movimento e benessere, risparmio di tempo e di denaro.

Le biciclette sono agili, pratiche e flessibili e si adattano alla vita delle città: tocca alle città riconoscerle e garantire loro sicurezza e dignità di “mezzo di trasporto quotidiano” dando spazio ad una nuova cultura della sicurezza e della ciclabilità urbana. Perché una città “adatta” alle biciclette è una città che migliora la propria qualità urbana complessiva, non solo per i ciclisti ma per tutti coloro che la vivono e si spostano ogni giorno all’interno del sistema di mobilità complessivo. Una città a misura di bicicletta è una città a misura d’uomo!

Andando in bicicletta, sia per fare sport sia per gli spostamenti quotidiani, portiamo in giro, come degli “human media“, quel messaggio di cambiamento che #salvaiciclisti sta diffondendo con forza. Il “Ciclo Club Monopoli” aderisce con entusiasmo alla campagna di #salvaiciclisti e da oggi i suoi atleti partecipano ancora più attivamente alla diffusione di questo messaggio.

Le foto dell’evento sono disponibili anche su facebook: https://www.facebook.com/media/set/?set=oa.460153674021736&type=1

#bastamortinstrada – Dove e Quando

L’assassinio di A.T. domenica scorsa ha scosso la coscienza di molte persone, i giornali hanno dedicato ampio spazio alla vicenda della sua morte e hanno sollevato molti interrogativi che però rischiano di rimanere senza risposta.

La classe politica che ci amministra e che si candida a governarci per i prossimi anni, invece, continua a fare finta di niente rifiutandosi non solo di ammettere le proprie responsabilità per le condizioni di totale insicurezza in cui vertono le nostre strade, ma anche di prendere in considerazione l’ipotesi di un benché minimo cambiamento futuro.

Il loro silenzio è immorale e complice e non può più essere tollerato ulteriormente.

Venerdì 16 novembre ci ritroveremo nelle piazze di tutta Italia per rompere il silenzio, per chiedere che le politiche per la prevenzione siano attuate oggi e non attraverso roboanti proclami vuoti di significato.

Venerdì sera ricorderemo Altea e tutte le altre vittime della strada, ma non manifesteremo per Altea, manifesteremo per noi stessi, per il diritto alla vita nostra e dei nostri cari.

Di seguito trovate l’elenco (in ordine alfabetico per città) degli appuntamenti confermati fino a questo momento.

Siete pregati di segnalare eventuali mancanze lasciando un commento qui sotto.

ALESSANDRIA: piazza della Libertà, lato Prefettura, ore 18:30

AREZZO: Via Calamandrei ore 18,30

BARI: Piazza Del Ferrarese, ore 19

BOLOGNA: Piazza Maggiore ore 20:30

BRESCIA: Piazza Tebaldo Brusato, ore 19:00

BRINDISI: Piazza Crispi, ore 20:30

CAGLIARI: Piazza Giovanni XXIII, Ore 21:00

CATANIA: Piazza Duomo, Ore 21:30

CESENA: Viale Bovio (di fronte al palazzo della Confartigianto), Ore 18:30

CHIARI (BS): Piazza Zanardelli, ore 20.00

CHIERI: Via Palazzo di Città, ingresso Municipio, ore 19

CREMONA: palazzo Cittanova ore 19.00

FIRENZE: Piazza Della Ss Annunziata, Ore 18:30

GENOVA: Via Garibaldi, ore 18:00

IVREA: Torre di Santo Stefano, ore 18.30

LECCE: Porta Napoli, ore 19:30

LECCO: Piazza della Stazione, ore 19:00

LIVORNO: Piazza della Repubblica, ore 18:45

MANTOVA: Piazza Mantegna, ore 19:00

MILANO: Via Solari, Ore 19:00

NAPOLI: Piazza Del Gesù, Ore 18.30

PALERMO: Piazza Ruggero Settimo, sabato 17 novembre, ore 16:00

PAVIA: Piazza Leonardo da Vinci, ore 21.00

PESCARA: Piazza della bicicletta, Madonnina del porto ore 18,30

PINEROLO: davanti al Municipio, ore 20.30

PISA: piazza XX Settembre, ore 19:00

RAVENNA: Piazza del Popolo, ore 18.30

REGGIO EMILIA: piazza Prampolini, ore 19:00

ROMA: Via dei Fori Imperiali, Palo 27, ore 19:00

TORINO: Piazza Castello, ore 21.30 

TRIESTE: Piazza Borsa, Ore 19:00

VICENZA: Piazza dei Signori, ore 18:30
Per DOMENICA 18 NOVEMBRE 2012 la FIAB ha organizzato una biciclettata commemorativa con partenze da Melegnano, Paullo e Lodi a Casalamaiocco, luogo dell’incidente di A.T.

Ora basta morti, manifestazione nazionale venerdì 16 novembre

A Bari appuntamento in piazza del Ferrarese alle ore 19. qui il link all’evento facebook di Bari

Dal sito salvaciclisti nazionale:

“Dopo lo choc, la reazione. Dopo la brutta, iniqua, imperdonabile uccisione di A.T. i ciclisti organizzati convocano una manifestazione nazionale in tutte le città d’Italia che vogliano aderire. La data prescelta è venerdì 16 novembre, a partire dalle 19, nei luoghi di ritrovo che ogni gruppo locale vorrà utilizzare.

Le città aderenti finora sono Milano, Roma, Napoli, Catania, Torino, Bologna, Pavia, Cagliari, Firenze, Reggio Emilia, Genova, Trieste, Lecce. Ci scusiamo da subito se nel frattempo se ne è aggiunta qualcun’altra, visto che l’appuntamento sta montando di ora in ora. Qui il link all’appuntamento Facebook, qui un altro per la notizia da divulgare. L’hashtag sarà #bastamortinstrada.

Ognuno sceglierà le proprie modalità di manifestare, che sia una biciclettata o dei flash mob o quello che volete. Ma tutto per dire “ora basta morti in strada, servono azioni immediate”.

Pensando ad A.”

Ora basta morti, manifestazione nazionale venerdì 16 novembre

Dopo lo choc, la reazione. Dopo la brutta, iniqua, imperdonabile uccisione di A.T. i ciclisti organizzati convocano una manifestazione nazionale in tutte le città d’Italia che vogliano aderire. La data prescelta è venerdì 16 novembre, a partire dalle 19, nei luoghi di ritrovo che ogni gruppo locale vorrà utilizzare.

Le città aderenti finora sono Milano, Roma, Napoli, Catania, Torino, Bologna, Pavia, Cagliari, Firenze, Reggio Emilia, Pinerolo, Genova, Trieste, Bari, Lecce, Cesena, Vicenza, Palermo. Ci scusiamo da subito se nel frattempo se ne è aggiunta qualcun’altra, visto che l’appuntamento sta montando di ora in ora.  Qui il link all’appuntamento Facebook, qui un altro per la notizia da divulgare. L’hastag sarà #bastamortinstrada.

Ognuno sceglierà le proprie modalità di manifestare, che sia una biciclettata o dei flash mob o quello che volete. Ma tutto per dire “ora basta morti in strada, servono azioni immediate”.

Pensando ad A.

La vita spezzata di A., 17 anni, e la complicità dello Stato

Siamo ancora tutti agghiacciati.
Quasi nessuno di noi ha la freddezza di mettere in forma un pensiero coerente. Una ragazza di 17 anni in gita in bici con il suo gruppo scout è stata colpita da un Suv a Casalmaiocco, in provincia di Lodi, sulla strada provinciale 159. Dai primi resoconti risulta che la vettura è stata frenata da chi la guidava ma si è fermata 300 metri dopo in un campo, e che la ragazza -secondo quanto testimoniato al Tg1 da uno dei vigili locali- è stata trascinata per 200 metri.
La velocità di quel carrarmato doveva essere impensabile.

Una di noi #salvaiciclisti ha trovato la forza di scrivere di questo omicidio, pensando a una lettera aperta al presidente della Repubblica, al capo del governo, ai sindaci. La proponiamo qui, in attesa di riordinare le idee dei nostri cervelli sconvolti e dei nostri cuori in fiamme per questa tragedia. La lettera è firmata, ma con l’accordo dell’autrice la facciamo nostra.

Lettera aperta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

E, p.c. alle autorità di governo

Presidente del consiglio dei ministri

Ministro dei Trasporti

Ministro dell’Interno

Sindaci

Egregio Presidente,

un’ennesima vittima della strada è comparsa come trafiletto nelle notizie di questa domenica vacua e agitata prevalentemente dai risultati delle partite di calcio.

A. T.,  ragazza di soli 17 anni, è morta perché un SUV l’ha travolta. Questo SUV andava talmente veloce che ha impiegato 300 metri prima di fermarsi e finire in un campo.

Sono sicura che potrà documentarsi e approfondire le dinamiche dell’incidente, e conoscere i particolari del caso per poter avere un’opinione in merito a questa tragedia.

Ma al di là delle informazioni sull’accaduto, quello che mi spinge a scriverle questa lettera è porle con forza una domanda: lei pensa che sia davvero un ”incidente”? Essere travolti da un SUV mentre si percorre un’infrastruttura pubblica come una strada provinciale (o una qualunque altra infrastruttura per la pubblica viabilità), è davvero una fatalità ineluttabile? Permettere a chi ha il veicolo più potente di lanciarlo alla velocità desiderata, è davvero qualcosa di incontrovertibile? Avere la liceità di guidare un mezzo così potente con atteggiamento lieve e distratto, e in questo caso criminale data la velocità, è davvero inevitabile?

Sicuramente lei mi risponderà di no, e che la legge italiana non prevede tutto ciò, e che ci sono le strutture e le autorità competenti per evitare questi “incidenti”. E allora le rinnovo la domanda: perché accadono? Quanti degli incidenti che ogni anno vengono registrati sarebbero evitabili? Quanti sono veramente “incidenti” dovuti a cause imprevedibili che ricadono al di fuori della pianificazione ingegneristica delle strade che dovrebbe assicurare l’incolumità di tutti gli utenti?

La verità è che questi non sono “incidenti”. La verità è che le strade sono progettate per assicurare l’incolumità di una sola categoria di utenti: gli automobilisti. La verità è che le regole del Codice della Strada non vengono rispettate e fatte osservare, né su strade urbane né su strade extraurbane. La verità è che la categorie di utenti leggeri della strada, ossia ciclisti e pedoni, non viene contemplata nella pianificazione per la sicurezza stradale e nello sforzo di progettazione e applicazione di sistemi di sicurezza avanzati. La verità è che la folle corsa impostaci dalla motorizzazione non contempla il rispetto per la vita.

I pedoni ed i ciclisti in quanto utenti stradali non esistono per lo Stato italiano.

In Italia quasi ogni giorno muore un ciclista, ogni giorno due pedoni vengono falciati, spesso proprio sulle strisce pedonali.

Ad oggi il numero è di 217 ciclisti e 619 pedoni uccisi dall’inizio dell’anno. Dietro ognuno di questi numeri c’è una vita, una storia, degli affetti.

Per ridurre questi numeri impressionanti esistono le leggi, esistono gli studi, esistono best practice di successo messe in atto da altri Paesi, esiste la tecnologia.

Non intervenire è una volontà politica. Non porre fine a tutto ciò vuol dire essere complici di chi ha in spregio la vita altrui.

Esigiamo una urgente azione da parte sua e del Governo, e da parte degli enti locali responsabili della gestione delle infrastrutture della viabilità.

Valeria Pulieri – Roma

per #salvaiciclisti