Bologna, 9 Febbraio 2014. Un racconto

Più di due settimane sono passate dall’assemblea Salvaiciclisti che si è svolta a Bologna all’interno di Bici Senza Frontiere. Molti ancora si stanno chiedendo cosa sia avvenuto. C’è un verbale ed è possibile leggerlo qui. Ad uso e consumo di chi si è perso e non ha voglia di leggere il verbale pubblichiamo un resoconto che cerca di fare il punto su quello che è successo e quello che sta per succedere.

Premesso che il movimento Salvaiciclisti è nato come campagna l’8 Febbraio 2012 prendendo spunto dal manifesto in 8 punti che il Times di Londra aveva lanciato pochi giorni prima, in due anni di attività ha cercato sempre di mantenere un’identità fluida e non strutturata. Salvaiciclisti è un marchio registrato sotto Creative Commons il cui uso è consentito a chiunque voglia promuovere i contenuti della campagna senza alcuno scopo di lucro.

All’interno del movimento il dibattito sull’esigenza di dare al movimento una struttura e trasformarlo in un soggetto riconosciuto giuridicamente è stato lungo ed è partito anche prima degli Stati Generali della Bicicletta e della Mobilità Nuova di Reggio Emilia.

A due anni dalla nascita del movimento è stata convocata un’assemblea nazionale per parlare dell’opportunità o meno di far nascere qualcosa di nuovo partendo da ciò che è stato fatto finora. Un gruppo di attivisti del movimento riunito sotto il nome di C’MON – Ciclisti per la Mobilità Nuova ha sottoposto all’assemblea un documento. Il testo espone un’analisi dello stato delle cose;  esprime l’esigenza di un cambiamento profondo e propone una serie di obiettivi ed azioni da intraprendere. Tutto ciò nel contesto della nascita di un nuovo soggetto giuridico “col preciso intento di diffondere e promuovere tra cittadini, associazioni, movimenti, amministrazioni ed istituzioni la ciclabilità e la Mobilità Nuova”. Quindi ciò che si propone di costituire non sarà la strutturazione di Salvaiciclisti in associazione ma uno strumento al servizio del movimento (e non solo del movimento) che rimane fluido e non strutturato, libero di portare avanti la propria campagna per la sicurezza dei ciclisti finché ne avrà la forza e l’esigenza.

Il nuovo soggetto, un’associazione federativa, dovrà fornire supporto a tutte le realtà che vorranno aderirvi. I gruppi locali che aderiscono mantengono la propria autonomia e si appoggiano all’associazione federata per le iniziative di rilevanza nazionale. L’associazione dovrà raccogliere le istanze che provengono dai gruppi locali per sottoporle in maniera unitaria alle istituzioni nazionali. La prima parte dell’assemblea di Bologna ha lavorato proprio sulla stesura di un elenco di “servizi”. Divisi in sei gruppi di lavoro abbiamo identificato i compiti che al momento nessun’altra realtà a livello nazionale riesce a ricoprire e svolgere in maniera adeguata appurando in questo modo la necessità di creare un nuovo soggetto che se ne occupi. Partendo dai servizi proposti dai sei gruppi di lavoro è stato deciso di costituire una commissione di volontari che si occuperà e si sta già occupando della stesura dello Statuto. La bozza di Statuto verrà presentata e messa ai voti di una nuova assemblea nazionale convocata a Roma per il 26 e 27 aprile 2014. Per sostenere le spese di registrazione del nuovo soggetto e finanziare i suoi primi mesi di attività abbiamo stabilito di lanciare un Cicloaperitivo nazionale per il 28 marzo 2014. In ogni città italiana che parteciperà il gruppo locale Salvaiciclisti, con l’aiuto di chiunque sia interessato a contribuire, organizzerà in maniera autonoma un evento nella forma del cicloaperitivo coinvolgendo gli attivisti locali nella raccolta fondi. Infine nelle prossime settimane verrà lanciato un referendum per stabilire il nome da assegnare al nuovo soggetto. Presto verranno rese note le modalità di partecipazione al processo decisionale.