Chiediamo risposte chiare sui fatti accaduti a Catania

Bambini, donne e ragazzi in bici. Al suono della allegra musica di una radio montata su una bici percorrono il lungomare. Lo fanno per divertimento ma anche per impegno civico: pedalano per una mobilità migliore, per una città migliore.
E poi puliscono. Puliscono le aiuole e le strade quelle stesse dove insistono gli esercizi dei commercianti che ieri hanno organizzato la serrata e la protesta sotto le sigle Fipe e Confcommercio.

Le persone perbene di Catania chiedono, con l’esempio costruttivo e pacifico, una città diversa da quella che oggi vedono stretta sotto la morsa della delinquenza ed incapace di reagire al ricatto di parcheggiatori e commercianti abusivi.

Dei gravi fatti di ieri i ciclisti raccontano un clima sin da subito carico di tensione. Le provocazioni da parte di chi protestava sotto la sigla “Confcommercio” si sono susseguite a più riprese e sono culminate nella aggressione finale da parte di una quindicina di persone contro il ciclista e la sua bicicletta che è stata distrutta e gettata in mare sotto gli occhi attoniti di un centinaio fra forze dell’ordine, ciclisti e passanti fra cui anche tanti bambini.

Oggi #Salvaiciclisti , a seguito dei gravi fatti di ieri, si pone alcune domande.
Il corteo della confcommercio era autorizzato?
Se sì, perché non erano presenti le forze di polizia che sono previste in tali casi, quali DIGOS e nucleo antisommossa?
Se no, perchè il corteo non è stato bloccato anzi è stato scortato con una auto dei vigili urbani?
I contestatori sfilavano con uno striscione della Confcommercio. Che posizione assume questa rispetto ai gravi fatti accaduti?
Rispetto a questi loro iscritti, e li dobbiamo reputare tali visto che sfilavano con questa sigla, che provvedimenti prenderà la Confcommercio?
Le forze dell’ordine ed in particolare i carabinieri intervenuti nella immediatezza hanno proceduto al fermo ed alla identificazione degli aggressori e sono stati assunti a sommarie informazioni i molti testimoni presenti ai fatti?

A questo punto non é più una questione che riguarda solo la mobilità ma un questione di ordine pubblico.
Crediamo che oggi le istituzioni devono devono dare il segno della loro esistenza nel territorio.

Valutazioni su incontro con referenti Mobilità Roma Capitale

La lettera che segue è stata inviata oggi al nuovo Amministratore delegato di Roma Servizi per la Mobilità ed all’Assessorato ai Trasporti e Mobilità di Roma Capitale.

Gentile dott. Medaglia

Abbiamo partecipato come delegazione di #salvaiciclisti al Tavolo di Confronto convocato il 7 ottobre presso i Vs. uffici di via Capitan Bavastro, ricavandone una sensazione di drammatica inconcludenza. Con molta evidenza i presupposti sui quali può basarsi una fattiva collaborazione da parte nostra vanno in larga misura rivisti.

Riteniamo in primis che non possano esserci sottoposte questioni strettamente inerenti la sfera tecnica (che compete alla progettazione, quindi al suo ufficio), ma solo problematiche di indirizzo generale riguardanti le priorità delle misure da mettere in atto, i tempi e l’estensione urbana coinvolta. Per quanto riguarda l’ambito strettamente tecnico deve far testo il dettato del Piano Quadro della Ciclabilità, ora confluito nel PGTU e divenuto, di fatto, legge.

Onde migliorare l’efficacia del Tavolo di Confronto ci permettiamo di suggerire delle significative variazioni al modus operandi attualmente posto in essere.

Per cominciare, vanno formulate con la massima semplicità e chiarezza le domande sulle questioni di indirizzo per le quali ritenete utile il nostro contributo (che non coinvolgano, come già detto, la sfera tecnica, rispetto alla quale vi riteniamo competenti e completamente autonomi): priorità, tempistiche, allocazione delle risorse.

In un sistema efficiente lo scambio informativo tra le due parti precede l’effettiva riunione: le domande sono inoltrate in anticipo e le risposte e le osservazioni vengono tempestivamente comunicate indietro, di modo che in sede di incontro siano già presenti sul tavolo sia le questioni poste che le relative risposte, e restino da definire solo chiarimenti di dettaglio.

Questo, con molta evidenza, nella scorsa riunione non è avvenuto.

Né le domande erano state esposte con chiarezza ed in anticipo, né si è provveduto a predisporre un meccanismo efficace per poterVi anticipare le risposte ai quesiti posti. Il risultato si è tradotto in una evidente perdita di tempo per entrambe le controparti.

Da parte nostra restiamo a disposizione per ulteriori incontri e collaborazioni, fermo restando il fatto che riteniamo essenziale una profonda ed urgente revisione delle metodologie di dialogo tra i soggetti coinvolti, al fine di rendere efficace e fruttuoso il nostro contributo al Vs. lavoro.