4 maggio, #salvaiciclisti c’è

Sabato 4 maggio si terrà a Milano la manifestazione indetta dalla Rete per la Mobilità Nuova. Per la prima volta Pedoni Pedali e Pendolari saranno uniti in quel giorno per rivendicare il proprio diritto alla mobilità e per ricordare a chi decide l’allocazione di denari pubblici che mentre nuove autostrade e treni ad alta velocità ricevono finanziamenti a pioggia, le strade delle nostre città continuano ad essere luoghi di guerra aperta dove vige la legge del più forte: sulle strade urbane  si consumano infatti il 76% del totale degli incidenti, con 213.001 feriti e 1.744 morti, di cui 589 pedoni e 284 ciclisti (dato 2011).

Sabato 4 maggio alle 14:30 anche noi saremo in piazza Duca D’Aosta a Milano insieme alle altre 150 sigle che partecipano alla Rete per la Mobilità Nuova per rivendicare il nostro diritto in quanto ciclisti ad utilizzare la strada e, in quanto cittadini, a chiedere che i finanziamenti pubblici vengano utilizzati per creare l’alternativa ai mezzi privati a motore che causano congestione, inquinamento, inefficienze e tanti, troppi morti e feriti.

Noi il 4 maggio saremo a Milano, parteciperemo al corteo che si snoderà per le vie della città utilizzando le nostre biciclette come bandiera e, giunti al termine del corteo, ci lasceremo guidare dai ciclisti milanesi alla scoperta delle bellezze del capoluogo lombardo.

Non mancate. Ci sarà da divertirsi.

😉

Un anno di #salvaiciclisti

È passato un anno esatto dalla prima critical mass digitale che, riunendo 38 blogger, iniziò il percorso di #salvaiciclisti. È giunto il momento di tirare le somme.

L’8 febbraio di un anno fa l’obiettivo era portare il tema della sicurezza per chi si muove in bici all’attenzione dell’opinione pubblica e della politica. Abbiamo raggiunto l’obiettivo e siamo andati oltre: improvvisando giorno dopo giorno siamo riusciti a realizzare la straordinaria manifestazione del 28 aprile scorso a Roma e a far convergere le forze che hanno dato la luce al Libro Rosso della Ciclabilità e della Mobilità Nuova in occasione degli Stati Generali di Reggio Emilia.

Grazie anche al nostro lavoro quotidiano di pressione sul web e sul territorio, molte amministrazioni comunali hanno colto l’occasione per sfoderare maggiore audacia nella definizione delle proprie politiche della mobilità, mentre altre (una su tutte la sorda e cieca amministrazione uscente della capitale) hanno dimostrato di non riuscire neppure a immaginare città che non siano attanagliate dal traffico,immobilizzate dalla sosta selvaggia e asfissiate dai gas di scarico. Abbiamo provato a spiegare loro che investire sulla ciclabilità consente di diminuire i disagi generati dal traffico, ma chi vede la bicicletta solamente come un articolo sportivo da utilizzare nel fine settimana per tenersi in forma, ha sempre risposto che i problemi e quindi le soluzioni sono ben altri.

E, d’altronde, i problemi sono anche altri: in questi 12 mesi abbiamo visto mezzi bloccati da pochi centimetri di neve, autobus fermi nei depositi per la mancanza di soldi per fare rifornimento, linee di treni locali cancellate, metropolitane allagate, pendolari costretti a viaggiare in condizioni sempre meno umane, ad aspettare per ore al freddo, ci hanno detto che nelle nostre città ci si muove alla stessa velocità del ‘700. Ed è vero che non possiamo pensare di uscire da questa grottesca situazione puntando sugli spiccioli da destinare alla ciclabilità: servono soldi veri e progettualità per evitare che il paese cada in un’immobilità insostenibile.

Nonostante le imbarazzanti condizioni del nostro sistema di trasporto, chi si sta candidando alla guida del nostro paese si guarda bene dal menzionare l’argomento (probabilmente perché neppure sa come è costretta a muoversi la maggioranza della popolazione italiana) e rimanda ancora la soluzione di un problema che non può attendere ulteriormente. In queste condizioni, da parte nostra chiedere esclusivamente interventi a favore di chi si muove in bicicletta dimostrerebbe lo stesso grado di miopia che denunciamo in chi ci ha amministrato fino ad oggi.

È per questo motivo che la manifestazione che è stata indetta per il 4 Maggio 2013 a Milano non sarà il momento in cui i ciclisti italiani chiederanno l’attenzione da parte della politica, bensì il momento in cui le vittime quotidiane di un modo antico e inefficiente di concepire una mobilità rivendicheranno i propri diritti. Non sarà la manifestazione di #salvaiciclisti, ma sarà con #salvaiciclisti.

Ciclisti, pedoni, forzati dell’automobile, pendolari e utenti dei trasporti pubblici rappresentano la maggioranza assoluta di questo paese: una maggioranza che è oppressa perché non ha mai trovato la forza né l’occasione di riunirsi e di mostrarsi.

Il 4 Maggio a Milano sarà quindi l’occasione troppo a lungo mancata, sarà il momento per mostrare al nuovo governo la necessità di agire con la massima urgenza. Perché il governo di un paese civile non può tollerare che i propri cittadini trascorrano la propria esistenza imbottigliati nel traffico, o davanti a un binario nell’attesa di salire su un treno sporco, sovraffollato e in ritardo, oppure abbandonati a se stessi, in sella a una bicicletta, circondati da un fiume di auto.

#salvaiciclisti continuerà come sempre la propria azione di pressione alle amministrazioni locali affinché adottino il Libro Rosso della Ciclabilità e della Mobilità Nuova.

Ci meritiamo #30elode

Uno dei punti fondanti del manifesto di #salvaiciclisti è la richiesta di istituire il limite di 30 km/h nelle nostre città.

Il motivo per cui abbiamo sempre insistito sull’importanza di questo punto sono i 2.556 ciclisti e 7.625 pedoni uccisi in 10 anni sulle strade italiane dalla velocità.

Questa richiesta fu inserita all’interno del disegno di legge “salvaiclisti” firmato da 63 senatori di tutte le parti politiche (eccetto la Lega) e ad oggi ancora in attesa di essere calendarizzato per la discussione in aula.

Allo scopo di ricordare al Parlamento l’importanza di intervenire immediatamente per salvare molte vite umane abbiamo lanciato oggi una petizione indirizzata al presidente della Commissione Trasporti alla Camera, Mario Valducci e, per conoscenza, ad altri parlamentari ed esponenti del panorama politico italiano.

Con questa petizione chiediamo che per legge sia inserito il limite massimo di 30 km/h in tutte le aree residenziali, ad eccezione delle arterie a scorrimento veloce. 30 km/h significa offrire l’opportunità a chi conduce dei veicoli motorizzati di reagire prontamente ed evitare eventuali imprevisti che si possono verificare in strada: bambini che giocano, pedoni incauti, ciclisti sprovveduti o animali che attraversano all’improvviso. 

Ci aspettiamo che il Parlamento voglia agire al più presto per tutelare la vita di tutti quegli Italiani che altro non chiedono che di poter attraversare la strada e arrivare incolumi dall’altra parte.

Firma anche tu la petizione su www.change.org/30elode

Su twitter potete divulgare la petizione usando l’hashtag: #30elode

Per fugare eventuali dubbi, abbiamo realizzato un documento scaricabile che contiene un sunto della letteratura scientifica disponibile, delle esperienze provenienti dal resto del mondo e una confutazione punto per punto dei pregiudizi che solitamente circondano la mitigazione del traffico: Ragioni_tecniche_30eLode

Caro direttore, aiutaci a monitorare le nostre strade

Gentili Direttori di Repubblica.it, Corriere.it, Lastampa.it, ilmessaggero.it, IlSole24Ore.com, ilfattoquotidiano.it, Linkiesta.it,

Uno dei punti fondanti della campagna #salvaiciclisti basata sul manifesto di 8 punti del Times riguarda il monitoraggio degli incroci più pericolosi del paese allo scopo di riprogettarli in modo più sicuro per pedoni e ciclisti.

Per facilitare il lavoro degli amministratori locali, oltre manica il Times ha implementato una mappa elettronica all’interno del proprio sito e ha chiesto ai propri lettori di segnalare i punti critici della ciclabilità su tutto il territorio nazionale. Il risultato di questa operazione, in due mesi e mezzo è stato di oltre dieci mila segnalazioni.

Ci piacerebbe poter fare la stessa cosa in Italia, ma il sito salvaiciclisti.it non è il Times e non ha la portata sufficiente per rendere effettivo uno strumento tanto utile e che potenzialmente è in grado di salvare vite umane.

La tecnologia non manca, l’abbiamo trovata, si chiama Decoro Urbano, è un progetto opensource, gratuito, distribuito con licenza Creative Commons 3.0. da Maiora Labs e che dispone di un modulo appositamente dedicato alla ciclabilità.

Gli utenti possono inviare le segnalazioni attraverso la procedura guidata sul sito o via smartphone, dove è sufficiente lanciare l’app (per Android e iPhone) e scattare una foto per far sì che il dispositivo vi associ automaticamente le coordinate GPS e visualizzi la segnalazione sulla mappa.

Al momento l’applicazione è in uso da una community di 8000 utenti in costante crescita ed è stata attivata da oltre 30 Comuni che utilizzano Decoro Urbano per monitorare, grazie alle segnalazioni dei propri cittadini, gli interventi più urgenti da realizzare nella propria città.

I 50.000 partecipanti che hanno invaso i Fori Imperiali sabato 28 aprile sono la dimostrazione che di persone disposte ad impegnarsi in prima persona per il miglioramento della ciclabilità in Italia ce ne sono molte. Queste persone però hanno solo bisogno di sapere che esiste la possibilità di fare qualcosa, di segnalare quello che non va.

Come detto, salvaiciclisti.it non ha la potenza di fuoco del Times, però alle vostre testate non manca. È per questo motivo che vi chiediamo di implementare questa applicazione all’interno del vostro sito in modo da diffonderne l’uso tra i cittadini italiani, per stimolare un senso di partecipazione alla gestione della cosa pubblica e alla lotta al degrado.

È evidente che l’implementazione di questo tool porterà diversi vantaggi anche per le vostre testate, tra cui un maggiore flusso di traffico, nonché fornire lo spunto per realizzare inchieste giornalistiche basandosi sulle segnalazioni dei vostri lettori eventualmente trascurate dagli amministratori locali.

Uno dei compiti precipui della stampa dovrebbe essere di controllare l’operato della politica. Abbiamo trovato uno strumento per farlo, vi chiediamo di usarlo. È gratis.

Certi di una vostra pronta risposta, cogliamo l’occasione per porgere i più cordiali saluti.

 

#salvaiciclisti

Piano Quadro della Ciclabilità di Roma: grazie a nessuno

Grazie a nessuno, se non a quelle 50.000 persone che il 28 Aprile scorso sono scese in piazza a manifestare, con una civiltà raramente vista in occasioni simili, l’esigenza di una diversa mobilità in città. Una mobilità che abbia al centro le persone, a piedi o in bici, e non più le automobili.

il manifesto in oggetto

In questi giorni per le strade di Roma si sono materializzati dei manifesti con cui il Partito Democratico si appropria di un risultato che non gli appartiene: l’approvazione del Piano Quadro per la Ciclabilità. Tale approvazione è giunta con voto unanime dell’Assemblea Capitolina, a soli 3 giorni dalla manifestazione del 28 e, soprattutto, dopo 6 anni di impasse durante i quali le amministrazioni Veltroni e Alemanno poco o nulla di concreto hanno fatto rispetto al tema della ciclabilità. Il merito di questo risultato, quindi, deve andare all’impegno dimostrato, quello sì concreto, dalle associazioni e dai gruppi locali nel corso di questi anni.

Ai politici chiediamo, come abbiamo sempre fatto, di svolgere “solo” il proprio lavoro nelle sedi opportune e di NON FARE PROPAGANDA raccontando balle e speculando sulla pelle di tutti quei ciclisti e pedoni che fino ad oggi sulle strade sono morti proprio a causa del loro colpevole immobilismo.

Grazie.

#salvaiciclisti – Roma

#salvaiciclisti: futuro di un movimento

Ci stiamo riprendendo dalla grande fatica della bicifestazione.

Per noi il bicchiere non è mezzo pieno, è traboccato: non sapevamo più dove mettervi. Un grazie sentito soprattutto per aver lasciato tutto pulito esattamente come lo abbiamo trovato: una battaglia di civiltà va combattuta in modo civile.

Per sapere come è andata, potete scaricare la rassegna stampa e guardarvi due brevi video qui sotto:

 

Caso mai vi fosse sfuggito, vi segnaliamo in particolare l’articolo di Cianciullo su Reubblica.it che ha capito davvero tutto. 

Su come sarà il futuro di #salvaiciclisti, l’ADN Kronos oggi ha fatto trapelare una serie di indiscrezioni. Non ci resta che riportarle:

Continue reading #salvaiciclisti: futuro di un movimento

Bicifestazione #salvaiciclisti, manuale d’uso.

Quando organizzi una festa è sempre opportuno specificarne le caratteristiche: non c’è niente di peggio di vedere qualcuno vestito da palombaro aggirarsi per una cena di gala in cui gli invitati sono tutti rigorosamente in abito da sera.

In quanto padrone di casa della bicifestazione di sabato, mi sento quindi in dovere di fare le dovute raccomandazioni:

  1. La manifestazione è aperta a tutte e tutti, senza distinzione di sesso, nazionalità, razza, religione, orientamento sessuale o politico – è quasi banale dirlo, ma lo faccio per ribadire che l’elemento fondante deve essere il rispetto reciproco che chiediamo sulle strade. Non vogliamo simboli, manifesti e bandiere di partiti, liste civiche o movimenti impegnati in attività di campagna elettorale. Per favore, evitate di portare anche bandiere inneggianti forze politiche e partiti del passato.
  2. La manifestazione sarà statica perché deve accogliere tutti, anche i bambini che ancora non sanno andare in bici o neppure camminare, anche i pedoni, anche quelli che venendo da Milano, da Torino o da Reggio Calabria non si sono potuti portare la bici perché il nostro sistema ferroviario rende il trasporto della bici pressoché impossibile e perché Roma non possiede un sistema di bike sharing degno di questo nome. La manifestazione sarà statica perché per chiedere più sicurezza sulle strade non serve una bicicletta, serve il buon senso. Chiunque avesse voglia di pedalare, però, può unirsi a uno dei gruppi che, dopo un giro turistico per il centro di Roma, confluirà ai Fori Imperiali per le ore 15:00. Sempre per coloro che vogliono pedalare, ricordo che alle 17:00 inizieremo a defluire dal luogo della manifestazione per andare… lo scoprirete… 🙂
  3. Tutti i partecipanti sono invitati a portare un campanello per dare voce alla propria gioia. Le previsioni del tempo parlano di 28°, sole: portatevi anche un cappello e dell’acqua.

Ci vediamo sabato, alle 15:00 a Via dei Fori Imperiali a Roma.

Pio La Bici

Il corsera e #salvaiciclisti: Caro @debortolif ti scrivo

Caro Direttore,

Mi rivolgo a Lei, in quanto direttore del Corriere della Sera e perché è stato il primo ad aver capito tutto: era il 9 febbraio e Lei scrisse:

Era il giorno dopo il lancio della campagna. Nessuno di noi si sarebbe mai aspettato un tale successo. Quel giorno temevamo che il nostro appello sarebbe finito in mezzo al nulla, come al solito. Il Suo tweet ci ha fatto capire che avevamo bucato il muro di gomma e potevamo arrivare a qualche risultato importante.

Lo scorso 18 marzo, in occasione della tavola rotonda dedicata a #salvaiciclisti, il Suo vice-direttore, GianGiacomo Schiavi, dopo aver visto il grande spiegamento di mezzi messo in campo dal Times a sostegno della campagna “cities fit for cycling”, è salito sul palco e, dando prova di grande coraggio e umiltà, si è scusato pubblicamente per lo scarso impegno dimostrato dal Corriere della Sera nei confronti del tema della sicurezza per chi va in bicicletta. Continue reading Il corsera e #salvaiciclisti: Caro @debortolif ti scrivo

Arrivato (finalmente) l’ok del comune!

Dopo oltre un mese dalla richiesta di nulla osta per la manifestazione nazionale a Roma della campagna nazionale #salvaiciclisti, oggi è arrivato l’ok della Questura e del Campidoglio.
“Abbiamo iniziato a seguire i famosi passi burocratici, per scelta e strategia, il 6 marzo scorso – spiegano quelli di #salvaiciclisti –  Adesso è l’11 aprile e mancano 17 giorni alla manifestazione, meno male che ci siamo mossi per tempo, ma prima o poi qualcuno dovrà spiegare perché si è impiegato così tanto tempo per una manifestazione non solo pacifica, ma che renderà evidente la volontà degli italiani di cambiare strada e rendere ciclabili le nostre città. Un sindacato strutturato ci avrebbe messo meno, forse tutto questo tempo è servito alle istituzioni per capire una cosa che milioni di italiani, quotidianamente, hanno capito e usano: la bicicletta. è semplice, per questo risulta difficile capirlo in un paese incartapecorito come il nostro”. “Chi ci sarà il 28 aprile corre il rischio di vedere il momento in cui è cambiata la mobilità italiana – concludono –  chi non ci sarà corre il rischio di non vedere nessun cambiamento”

LA MANIFESTAZIONE – L’appuntamento, lanciato dalla Campagna  #salvaiciclisti che ha raggiunto più di 16mila sostenitori in rete –  è il 28 aprile dalle 15 alle 17 ai Fori imperiali per il sit-in collettivo dei ciclisti italiani che lottano per l’implementazione della ciclabilità nelle città italiane. L’annuncio della fine dell’attesa è stato dato su twitter dal leader del movimento, Pio La Bici.