Ordinaria amministrazione

I soliti attivisti, Anonimi e Professionali, hanno realizzato, in un solo colpo due corsie ciclabili  nei pressi di Porta Maggiore, una delle zone più congestionate dal traffico della Capitale.

Da qui passano ogni giorno centinaia di persone in bicicletta a cui è stato restituito altro – poco e utile – spazio dovuto.

Sui social, pochi minuti dopo la fine dei lavori, c’era già chi ringraziava trovandosi casualmente a transitare per questi sottopassi.

A quanto pare, i lavori si sono svolti sotto l’occhio stupefatto di una troupe olandese che ha documentato la realizzazione delle due nuove ciclabili popolari. Gli olandesi hanno un’Ambasciata della Bicicletta e osservano probabilmente con interesse zoo-antropologico il vivace attivismo dei ciclisti romani.

Ad oggi, Roma Capitale conta quattro Ciclabili Popolari: la amatissima – la prima – S. Bibiana, la ciclopop del Ponte Tuscolano e ora le due nuove corsie nei pressi di Porta Maggiore.

Gli automobilisti romani sono ormai abituati a trovare questa segnaletica sulle strade della città e diligentemente la rispettano, a dispetto di chi pensa che “per la mentalità romana, le corsie ciclabili non servono a niente“.

La prima volta, a S. Bibiana, il Comune di Roma si affrettò a cancellare la Ciclabile Popolare, che pochi giorni dopo venne ripristinata e in seguito sottoposta a manutenzione ordinaria popolare. Oggi, questi interventi non fanno più notizia. Ormai, venuta meno l’eccezionalità, questi interventi non si differenziano da quelli di una ordinaria quanto ipotetica amministrazione cittadina attenta ad affrontare in maniera moderna il tema della mobilità a Roma Capitale.

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Velostazione a Termini, Grandi Stazioni fa orecchie da mercante

Niente di fatto durante l’incontro in regione Lazio, due giorni fa,  con la consigliera Cristiana Avenali, volenterosa proponente di un protocollo d’intesa tra regione e Grandi Stazioni, per infrastrutture e iniziative dedicate alla mobilità nuova. Parliamo in questo caso della Velostazione, un progetto finalmente moderno per l’accoglienza, la custodia, la riparazione delle bici e un centro culturale sui temi della mobilità a impatto zero. Di seguito una sintesi della vicenda. Vi anticipiamo che Grandi Stazioni chiede un affitto di 300.000 euro l’anno per i locali.

 

Dopo il successo della raccolta firme sul risarcimento che Grandi Stazioni deve rifondere alla modernità per aver portato sul tetto della stazione Termini un megaparcheggio a pagamento per automobili, la regione si era fatta parte diligente per realizzare una Velostazione all’interno della principale stazione italiana. Il nostro punto, irrinunciabile (l’alternativa è la demolizione di quanto fatto per il megaparcheggio, abbastanza implausibile), era: “dovete risarcire la cittadinanza per aver creato questo mostro”.

 

La consigliera Avenali, dopo un incontro con il ramo immobiliare dell’azienda pubblica che gestisce i treni, aveva convocato ieri un incontro per illustrarne i risultati. Risultati deludenti, visto che Grandi Stazioni ha mostrato di non aver assolutamente capito di cosa si parli: i locali in affitto a 300.000 euro, con la prospettiva di farlo gestire a qualche grosso attore economico. Insomma, l’ennesimo megastore, in linea con l’evidente trasformazione in centro commerciale della stazione Termini.

Vi alleghiamo di seguito la valutazione inviata ieri, al termine dell’incontro, alla pur volenterosa Avenali, che ringraziamo per l’impegno, ahinoi tempo perso -per ora-.

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Dal Gsa al Grab, genesi (possibile) di un successo

Nell’immota Roma di oggi, chiusa come una bivalve tropicale, possono nascere perle. Oppure no.
Possiamo dire che siamo sul crinale di una bella concrezione perlacea. Non è ancora detto, ma molto è stato fatto perché nascesse una perla, per ora perlina. Noi di Salvaiciclisti Roma pensiamo che si tratti di una perlina contagiosa, che ne possa far nascere altre. Ma, al di là dei proclami mediatici, la gestazione va curata da tutti gli interessati. Parliamo del Grab, di cui avrete sentito parlare: qui c’è la storia di come questa perlina ha cominciato a svilupparsi. Seguiteci nella narrazione e, speriamo, sentirete la forza dell’azione, personale e poi collettivamente personale, che ha portato a questo concepimento.

Perché pensiamo che si tratti di qualcosa di importante?
Perché osiamo vederne i potenziali sviluppi. Se si pensa a questo anello (e se ci fate caso sembra un cuore, ma noi non ci facciamo fregare dai sentimenti cheap vero?)  come a un mozzo, ne potrete immaginare comodamente i raggi. Ovvero le direttrici che dal cerchio (i confini, la pelle, di Roma) portano all’asse del mozzo (il cuore di Roma): roba utile.

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Ritirate le vostre tessere #SIC-Roma 2016

Ecco, finalmente, le agognate tessere paraculo Salvaiciclisti-Roma 2016.
Come sempre, quando #sic esce all’aperto non ci sono previsioni di pioggia che tengano. Sabato scorso è stata una bella giornata di sole e di festa, grazie alla calorosa accoglienza dei padroni di casa.
Salvaiciclisti-Roma conta, a 4 mesi dalla sua costituzione, 300 iscritti. Stiamo organizzando la seconda edizione di Bici Senza Frontiere, stiamo rompendo le scatole per avere anche a Roma la prima Velostazione e per iniziare a liberare le strade da un po’ di auto, a cominciare dalla Regina di tutte. Roma rimane lo stesso ammucchiamento di auto di sempre. C’è bisogno di #salvaiciclisti.
Chi non avesse ancora perfezionato l’iscrizione può farlo qui:   http://roma.salvaiciclisti.it/iscrizione
Sabato scorso abbiamo consegnato circa 150 tessere speciali e altre 150 aspettano che i loro proprietari – che hanno perfezionato l’iscrizione prima del 13 Febbraio – ne entrino in possesso. Le tessere possono essere ritirate il venerdì sera presso la Ciclofficina Centrale di via Baccina 37, dove troverete Giuseppe detto Losco.
Prima di recarvi in ciclofficina controllate che l’apertura della ciclofficina di venerdì sia confermata guardando su http://www.ciclonauti.org/ciclofficina-centrale/turni-di-apertura/

Velostazione a Termini, ecco la nostra proposta

(foto: Simon Q – https://www.flickr.com/photos/simononly/)

La raccolta firme su Change – che propone, ricordo, un risarcimento alla parte moderna della città dopo l’assurdo parcheggio sul tetto della stazione centrale di Roma- ha superato da un po’ le 2.500 firme (2.524 ora).

Abbiamo dunque preparato un documento su come dovrebbe essere un centro accogliente e funzionale per chi va e viene in bici verso Roma e da Roma.

Lo presentiamo adesso qui, in anteprima. Contiamo che venga realizzato.

 

 

VELOSTAZIONE TERMINI

Scheda riassuntiva

Stima capacità max. Termini

2000 posti

Stima richiesta iniziale

500 posti

Occupazione parcheggio bicicletta

2.25m2

Servizi annessi:

  • Ciclofficina

  • Informazioni cicloturismo

  • Noleggio bici

  • Accoglienza/ritrovo

50m2

20 m2

50 m2

100-200 m2

Occupazione totale (500 biciclette)

1300 m2

 

  1. Una Velostazione a Roma?

A Roma il modal-share per la bicicletta è ancora lontano dagli standard non solo europei, ma anche di moltissime altre citta italiane. A Roma, l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto deve ancora essere fortemente incentivato, sia attraverso la realizzazione di dispositivi per la circolazione diffusa e in sicurezza, sia attraverso la divulgazione della cultura della mobilità leggera e sostenibile.

Uno studio per la promozione della ciclabilità come mezzo di trasporto per tutti  (PRESTO), ha messo in evidenza che 

interventi frettolosi e improvvisati che prevedano un’enorme concentrazione di parcheggi in un grande deposito al chiuso con l’unico obiettivo di togliere le biciclette dalle strade e di ridurre i furti (parcheggio custodito a pagamento) potrebbe risultare ben presto sotto-utilizzato. In generale, i ciclisti che cercano soluzioni rapide per parcheggiare brevemente il proprio mezzo non saranno disposti a percorrere a piedi la distanza tra la destinazione e il deposito né a pagare per il parcheggio. Un’offerta evidentemente eccessiva di questo tipo è soggetta a numerose critiche.

Per questo, una Velostazione a Roma non è un semplice volume per lo stazionamento delle biciclette. Una Velostazione a Roma deve essere un luogo di aggregazione e di erogazione di servizi dedicato alla mobilità sostenibile, un punto di accoglienza turistica, consulenza e formazione sul mobility management, servizi per la mobilitazione delle merci su bici e un urban bike cafè per tutti gli utenti.

Lo spazio deve essere aperto a cittadini, turisti, imprese e prodotti legati all’utilizzo della bicicletta, al trasporto pubblico, un punto d’incontro della comunità dei ciclisti urbani già radicata, predisposto per raccoglierne le esperienze, dare informazioni, accogliere i turisti, promuovere l’offerta del cicloturismo urbano e extraurbano, proporre soluzioni per spostamenti intermodali a privati e aziende con un parcheggio bici custodito, offrire noleggio e officina di riparazione per tutti coloro che arrivano a Roma dalla Stazione.

  1. Utenti

Per una prima stima della capacità di ricezione di una Velostazione a Termini, si fa l’ipotesi che una stazione per il deposito di media/lunga sosta nei pressi della stazione Termini sia di interesse per i pendolari in viaggio da e per Roma.

Grandi Stazioni stima per Stazione Termini un flusso di circa 150.000.000 di passeggeri l’anno, equivalenti ad un flusso medio di circa 400.000 passeggeri al giorno.

La stazione di Roma Termini è soggetta al flusso di almeno 5 linee ad alta densità utilizzate dai pendolari (FR4 Roma-Albano/Frascati/Velletri; FR5 Roma-Civitavecchia; FR6 Roma-Frosinone/Cassino; FR7 Roma-Latina/Formia; FR8 Roma-Nettuno), oltre ovviamente al fatto di essere servità da due linee di metropolitana e da numerosi bus di superficie.

Nel rapporto di Legambiente Pendolaria, del 2012, vengono stimati seguenti flussi giornalieri, per le linee fra le più frequentate d’Italia: Roma – Velletri 56000; Roma-Frosinone 46000; Roma-Nettuno 41000; Roma Civitavecchia 40000. Per la Stazione di Roma Termini, si può dunque stimare un flusso quotidiano di pendolari non inferiore alle 180.000 – 200.000 persone che si spostano per raggiungere il luogo di lavoro. La stima sembra coerente con i numeri forniti da Grandi Stazioni. Supponendo di voler erogare servizi per questo tipo di pendolari e attenendosi alle stime più conservative sul modal-share per l’uso della bicicletta a Roma (intorno al 1%, in forte crescita), per la Stazione Termini sarebbero necessari non meno di 2.000 posti bici che consentirebbero agli utenti di custodire il proprio mezzo in sicurezza durante la notte ed usarlo per gli spostamenti giornalieri da/verso il luogo di lavoro.

Dunque, stime realistiche, in linea con i numeri sui flussi di pendolari alla Stazione Termini, suggeriscono la necessità di 2.000 posti bici.

Un approccio prudente e progressivo suggerisce di considerare uno spazio iniziale per circa 500 biciclette, più gli spazi per i servizi annessi, da poter incrementare fino a 1.500-2.000 posti nel corso dei successivi 5 anni.

  1. Spazi

La Danish Cyclists Federation raccomanda le seguenti linee guida essenziali per la progettazione di parcheggi per biciclette standard per adulti.

  • Assicurare una profondità di 2 m, con un minimo di 1,8 m.

  • Assicurare un’ampiezza di 0,65 m. Si tratta della distanza – misurata tra il centro di una bicicletta e di quella vicina – necessaria per poter inserire il manubrio, la cui larghezza normale oscilla tra i 50 e i 65 cm. In questo modo si consente ai ciclisti di parcheggiare agevolmente, senza pericolo di impigliare il proprio manubrio a quello della bicicletta vicina. Se la distanza è inferiore, è probabile che solo uno dei due spazi venga effettivamente utilizzato. Se la distanza è superiore a 70 cm, un’altra bicicletta può inserirsi nel mezzo quando i posti liberi sono esauriti (Figura 1).

  • Assicurare un percorso di accesso libero largo 1,8 m, per consentire manovre agevoli. Nei depositi più grandi le persone devono avere la possibilità di superarsi a piedi spingendo la bicicletta; il percorso di accesso quindi deve essere compreso tra 3 m e 3,5 m.

  • Assicurare uno spazio maggiore per esigenze specifiche. Nei supermercati o nei centri commerciali la larghezza deve essere ampliata per permettere ai clienti di caricare comodamente le borse. Lo stesso vale per i depositi fuori dalle scuole materne e dagli asili che devono garantire ai genitori spazio sufficiente per far salire e scendere i bambini dai seggiolini. Se questo spazio manca, i clienti o i genitori saranno costretti a caricare le borse i bambini nella zona di accesso, bloccando gli altri ciclisti.

  • Prendere in considerazione la possibilità di utilizzare sistemi compatti con sostegni sfalsati. In questo modo le biciclette sono posizionate in modo alternato ad altezze lievemente diverse, i manubri non possono impigliarsi e la distanza tra una bicicletta e l’altra (dal centro al centro) può essere ridotta a 4 m (minimo 0,375 m). La differenza di livello dev’essere di almeno 0,25 m e l’altezza dal suolo non dev’essere superiore a 0,35 m.

  • Prendere in considerazione l’idea di realizzare parcheggi compatti a spina di pesce. Se le biciclette vengono parcheggiate con un angolo di 45°, è più difficile che i manubri si impiglino. Inoltre viene ridotto anche lo spazio necessario per la profondità e le manovre. La distanza dal centro di una bicicletta all’altra può essere diminuita fino a 0,5 m (o perfino 0,4 m), mentre la profondità può arrivare a 1,4 m. Lo svantaggio è che lo spazio in cui parcheggiare è accessibile solo da una direzione.

  • Assicurare uno spazio standard di 1,8 m2 per bicicletta che comprende lo spazio occupato dal mezzo parcheggiato (1,3 m2) e un accesso condiviso per due file (0,5 m2 per bicicletta). Questo spazio può variare da 1 m2, per le soluzioni più compatte, fino a 3 m2 con un accesso condiviso più confortevole di 0,8 m (Figura 2).

  • Utilizzare i parcheggi su due livelli solo come ultima spiaggia. I parcheggi su due livelli – una bicicletta sopra l’altra – riducono notevolmente lo spazio occupato, fino al 50%. In depositi estremamente grandi, può essere una soluzione inevitabile per ridurre la distanza da percorrere a piedi. Tuttavia, sollevare una bicicletta richiede uno sforzo notevole che molti ciclisti faranno il possibile per evitare.

In sintesi la raccomandazione è quella di considerare non meno di 2.25m2 per bicicletta basandosi sulla formula, valida per un numero N di biciclette:

Area richiesta = 0.6 m * 3.75 m * N

Figura 1. Misure medie standard di una bicicletta da adulto

(Fonte: The Bycicle Parking Manual, Danish Cyclists Federation)

Figura 2. Schema di base per la valutazione degli spazi necessari per il parcheggio bici.

(Fonte: The Bycicle Parking Manual, Danish Cyclists Federation)

  1. Velostazione Termini

Per la realizzazione di una Velostazione alla stazione Termini si stima dunque una superficie necessaria iniziale di circa.

Area Richiesta = 0.6 m * 3.75 m * Numero Bici = 0.6 m * 3.75 m * 500 = 1125 m2

A questi, vanno aggiunti gli spazi necessari affinche la Velostazione possa erogare i servizi minimi a renderla un luogo funzionante e funzionale al miglioramento della mobilità degli utenti della stazione. Fra i servizi vanno previsti:

  • Ciclofficina (50m2)

  • Informazioni per il cicloturismo (20 m2)

  • Noleggio bici (50m2)

  • Accoglienza/ritrovo (100-200 m2)

Si stima dunque un spazio richiesto iniziale non inferiore ai 1300 m2, con la possibilità che le necessità aumentino in proporzione all’espandersi dell’uso della bicicletta.

Referenze

Bycicle Parking Manual, The Danish Cyclist Federation and Celis Consult (Ed.), Copenhagen, DK, 2008 (http://www.celis.dk/Bicycle_Parking_Manual_Screenversion.pdf).

Pendolaria 2012, Legambiente Onlus (http://www.legambiente.it/contenuti/dossier/rapporto-pendolaria-2012-0)

Parcheggi e depositi per biciclette, Report progetto PRESTO (PRomoting cycling for Everyone as a daily tranSporT mOde), Rupprecht Consult, (http://www.rupprecht-consult.eu/uploads/tx_rupprecht/12_PRESTO_Infrastrutture_Parcheggi_e_depositi_per_biciclette.pdf)

Parcheggi per Biciclette nel Centro Cittadino, Report progetto PRESTO (PRomoting cycling for Everyone as a daily tranSporT mOde), Rupprecht Consult, (http://www.rupprecht-consult.eu/uploads/tx_rupprecht/14_PRESTO_Infrastrutture_Parcheggi_per_biciclette_nel_centro_cittadino.pdf)


Nessun commento.

Questa mattina, è morto Domenico Bernardini, 73 anni, dirigente scolastico in pensione.

Era ricoverato da 2 giorni all’ospedale di Ostia in seguito alle gravi ferite subite   mentre pedalava lungo la Cristoforo Colombo. E’ stato scaraventato a terra da qualcuno che lo ha colpito con lo specchio retrovisore di un autocarro. Il colpo è stato talmente violento da mandare in pezzi lo specchietto retrovisore.

La distanza minima che i conducenti di autoveicoli devono rispettare dai ciclisti che pedalano al margine della strada è di 1.5 metri.

Questa mattina, i bambini della Gramsci aspettavano che Domenico li accompagnasse a scuola in bicicletta, per il consueto appuntamento mensile con il BikeToSchool.

L’Associazione Salvaiciclisti-Roma non ha commenti da fare a riguardo. Siamo impegnati a valutare quali dispositivi di legge sia possibile invocare per fare in modo che non sia più possibile ignorare questi omicidi. Durante l’ultimo anno, solo sulla Cristoforo Colombo ne sono stati ignorati 3.

Mandiamo il nostro abbraccio alla famiglia di Domenico.


Dimissioni subito #Bastamortinstrada

Ci associamo all’appello lanciato da Rotafixa perché, dopo che due cittadini sono stati assassinati mentre si spostavano in bicicletta, il comandante dei vigili urbani di Torino, Alberto Gregnanini, ha rilasciato dichiarazioni che riteniamo inaccettabili ed irricevibili. Chi ha il compito di far rispettare le regole e garantire la sicurezza degli utenti della strada non può scaricare la responsabilità sull’utenza dolce, i ciclisti urbani, lavandosi le mani dal sangue delle vittime. Per questo ed altri validi motivi il comandante Gregnanini si deve dimettere.

Invitiamo tutte le associazioni ed i gruppi informali di #Salvaiciclisti in Italia ad aderire e sostenere l’appello.

Di seguito il comunicato di Bike Pride Fiab Torino:

Noi di Bike Pride Fiab Torino apprendiamo con piacere dalle colonne di la Repubblica Torino che il Comandante della Polizia Municipale di Torino Alberto Gregnanini vuole contribuire alla sicurezza dei ciclisti preparando un Vademecum che spiegherà loro le regole base della sicurezza.
In un’ottica di dialogo e collaborazione i ciclisti hanno deciso di aiutare la Polizia Municipale nell’arduo compito di gestione dei ciclisti indisciplinati e pericolosi che infastidiscono i virtuosi guidatori della Città dell’Auto.
Ecco quindi un Vademecum che aiuterà la Polizia Municipale a riconoscere meglio le situazioni di agio che vanno garantite agli automobilisti, anche a costo di chiudere un occhio sul codice della strada. In fondo chi guida è gente che lavora.
Parcheggio in doppia fila: è un attimo, raramente supera l’ora, se uno ha un appuntamento non può perdere tempo a cercare posto. Se va a fare shopping nemmeno, in fondo muove l’economia.
Si tratta di una modalità di parcheggio particolarmente apprezzabile poiché mette in pericolo la vita dei ciclisti, rimuovendone qualcuno di tanto in tanto.
Parcheggio su pista ciclabile: simile a quello in doppia fila, ha l’ulteriore vantaggio di far innervosire il ciclista, contribuendo alla sua rimozione dalla strada causa travaso di bile.
Svolta o uscita dallo spazio di sosta senza verificare la presenza di ciclisti: va sanzionato il ciclista in qualsiasi caso perché graffia la carrozzeria.
Mancata precedenza: situazione esistente solo nella mente del ciclista invasato convinto di viaggiare a 50km orari. In realtà l’auto ha sempre precedenza perché chi la guida ha fretta.
Ferimento o uccisione di un ciclista tramite spalacamento della portiera al momento giusto: premiare l’automobilista che con la sua precisione contribuisce all’eliminazione di ciclisti.

Suggerite anche a voi ai vigili il modo più efficace per eliminare i ciclisti più indisciplinati.

‪#‎Bastamortinstrada‬, ci vediamo domani, mercoledì 27 gennaio, alle 12.30 davanti a Palazzo Civico:


100 Ragioni per avere una Velostazione al centro di Roma

Ecco 100 ragioni per andare subito a firmare la petizione e oggi, 25 Gennaio, alle 11.00 twittare #noalporcheggio #usalabici

https://www.change.org/p/termini-e-grandi-stazioni-no-alle-auto-s%C3%AC-alle-bici-usalabici

==
Firmo perché è il momento di ricominciare ad essere umani, perfino in Italia!

Roma ha bisogno di respirare e di tornare vivibile!

Per una città finalmente aperta anche alle Biciclette

È assurdo, stiamo inventando parcheggi in cielo e sottoterra perché siamo pieni di ferraglia che si muove.

Assurdo portare ulteriori auto in un luogo servito da bus, treni, tram, metropolitane

la civiltà passa anche da queste cose

mi piacerebbe che tutti imparssero ad usare la bici per spostarsi nelle grandi città.Sicuramente si risolverebbero un sacco di problematiche
vedi smog, parcheggi ecc ecc e poi vuoi mettere vedere la città in bici e vederla in auto? in bici ti gusti l’intero
panorama.

perchè siamo l’unica capitale europea, anzi l’unica città in Europa che ancora persevera ad incentivare la mobilità su auto
privata

Un parcheggio bici custodito alla stazione ha delle potenzialità enormi

questa città deve cambiare o sarà la fine!

A Roma non servono parcheggi per auto

È una richiesta sacrosanta. E poi, poter lasciare la bici in stazione è un sogno.

la follia del progetto e la sua completa insostenibilità rende doveroso contrastarlo IN OGNI MODO

Siamo nel 2016, dopo cristo.

ho firmato perchè Roma, ed i romani, non meritano questo altro sopruso. ho firmato perchè è ora che a Roma venga riconosciuta la dignità
propria delle Capitali europee.

Quando ho letto del parcheggio a Termini non sono riuscito a non pensare alla stazione centrale di Amsterdam: <a href=”
http://www.amsterdamforfree.it/wp-content/uploads/2010/04/Amsterdam_parcheggioBici.jpg” rel=”nofollow”>
http://www.amsterdamforfree.it/wp-content/uploads/2010/04/Amsterdam_parcheggioBici.jpg</a>

L’automobile come mezzo per la mobilità privata ha fallito: costoso, ingombrante, pericoloso. La situazione del traffico di Roma (il peggiore
d’Europa) lo dimostra.

vogliamo civiltà

Va sviluppata la ciclabilità e l’intermodalità bici+treno per migliorare i trasporti e la circolazione, altro che
megaparcheggi…

Firmo perchè il buon senso deve prevalere, e il non senso dell’uso parossistico e malato dell’automobile deve sparire!

È il posto meglio servito di Roma dal TPL. Dovrebbe essere chiuso al traffico motorizzato privato.

è assolutamente necessario disincentivare l’uso dell’automobile in città e promuovere la mobilità sostenibile per rendere la città
vivibile

Bisogna iniziare a capire che è possibile cambiare modo di vivere la città e le pubbliche amministrazioni devono iniziare a incentivare
progetti per lasciare le auto fuori dal centro città e non il contrario. Ad esempio, in occasione di Expo, dato che i parcheggi costruiti
rimanevano vuoti, si è arrivati ad incentivare l’utilizzo dell’auto al posto dei mezzi pubblici regalando biglietti di ingresso accedendo ai
parcheggi… una cosa davvero imbarazzante…

Le città italiane devono cambiare.

Il progetto è noto da anni e non si è riusciti ad intervenire prima. Speriamo che non sia troppo tardi.

altri introiti per Grandi Stazioni che realizza un parcheggio che non serve alla intermodalità, ma a far cassa lucrando su un parcheggio
immenso nel centro di Roma

…per il futuro dei ns bambini!

Basta auto!

Basta, usa la bici, torniamo a respirare

Perche’ Mi piacerebbe anche anche Roma scoprisse che siamo nel 2016

Incentivare l’uso delle biciclette mezzo che riduce le malattie e non inquina

sono favorevole a ridurre drasticamente l’uso dell’auto in città.

perché la stazione termini è forse l’unico punto della città di Roma raggiungibile con ogni tipo di mezzo pubblico da qualsiasi punto della
città. In una città che è stracolma di macchine, nella quale periodicamente il livello delle polveri sottili aumenta, un mega parcheggio è
ancora una volta un incentivo ad usare l’automobile.

sarebbe ora di tenere le auto fuori dal centro strorico

mentre nel nord Europa diminuiscono i parcheggi alle stazioni centrali, noi li incrementiamo, incrementando di conseguenza il traffico
automobilistico in centro….

la bicicletta é fantastica ma dovrebbero fare più piste ciclabili piste che dalla periferia di Roma arrivano ovunque

la bicicletta é fantastica ma dovrebbero fare più piste ciclabili piste che dalla periferia di Roma arrivano ovunque

Petizione sacrosanta, non si capisce perche una grande stazione non abbia un parcheggio per le bici..

Perché la mobilità cittadina migliori.

Le biciclette rappresentano l’unico mezzo di trasporto NON inquinante.

Propongo postazioni blindate

penso che sia molto importante

anch’io pedalo a Roma.

Voglio respirare ed insegnare a mio figlio che esiste un alternativa

Perchè il futuro è questo, occorre cambiare per una vita migliore.

Vanno incentivati i mezzi alternativi alle automobili

meno macchine + mobilità pubblica

uso la bicicletta per gli spostamenti quotidiani in città. Ne sperimento i benefici in termini di salute fisica e benessere generale, ma
anche economici. Nella mobilità dolce e lenta si attivano una maggiore attenzione e una riscoperta della bellezza del proprio territorio come
anche (e purtroppo sempre più spesso) del degrado urbano.

La bici è la soluzione al trasporto urbano moderno!

Firmò perché prevedere i parcheggi per le bici é un incentivo a non prendere la macchina..quindi miglioramento della qualità dell
‘aria

Il discorso non fa una piega e sono completamente d’accordo.

Meno macchine, più bici…#respiriamo #usalabici…

ma non bastano le macchine ovunque a terra. pure sui tetti?

Firmo con il cuore come ciclista urbano, anche se la mente sa che è completamente inutile …

Ho “abbandonato” totalmente l’uso quotidiano della macchinae faccio carsharing con quella di amici e parenti quando veramente ne ho bisogno,
Uso la bicicletta per andare al lavoro o fare la spesa o andare a trovare gli amici ma la città di Roma e i suoi cittadini sono ancora
lontani dal rispetto per i ciclisti e ancor meno lo sono le istituzioni!

spazio alle bici: piste ciclabili come a barcellona

Per una mobilità più sostenibile, maggior libertà, meno intralci, meno inquinamento …ed un po’ di moto salutare. Rendiamone possibile
l’uso!

Uso la bici e lamento spesso l’assenza di considerazione di chi preferisce un mezzo non inquinante. Non solo mancano le piste ciclabili,
mancano anche eventuali parcheggi, che ci vorrebbe pochissimo. Non ci lamentiamo che nessuno decida di adottare la bici se non forniamo gli
strumenti per andarci in maniera tranquilla! bisogna essere dei temerari!

La ritengo una richiesta sensata.

Chi vive a Roma e la ama non usa l’auto per muoversi in città

Occorre, ove possibile, evitare l’esodo di capitali dai tubi di scappamento.

è assurdo che a Roma non sia possibile muoversi in bicicletta e si vada avanti da anni senza soluzioni alternative al problema cronico di
inquinamento e scandalosa mobilità

Mi sembra il minimo che si possa fare. Sveglia classe dirigente italiana!

Perché siamo un paese preistorico . In Germania e Austria ( paesi dove sono stato) hanno i parcheggi per le bici da
snni

mi sembra assurdo un progetto senza parcheggio delle bici!

Per rendere Roma una città sostenibile e a misura d’uomo

sono un ciclista urbano e Termini con pochi stalli per le bici è una stazione non al passo con i tempi….

incentiviamo l’uso della bici

per i tanti ciclisti urbani che si tengono in forma in maniera sana e che rendono l’aria meno sporca per tutti. Roma come
Amsterdam.

firmo perché anch’io uso la bicicletta per tutti gli spostamenti…..

firmo perché avrebbe un grandissimo senso avere un parcheggio per le bici in un punto di scambio come la stazione
Termini

il parcheggio macchine attira altre macchine; quello delle bici no

Si deve facilitare l’ uso della bicicletta come mezzo di trasporto urbano , soprattutto alla luce della congestione del traffico
automobilistico e delle annose carenze del trasporto pubblico

Un parcheggio beneficerebbe anche altri tipi di mobilità più ecologici e salutari

Uso la bici ed a Stazione Termini non esiste alcun parcheggio per le biciclette.

vergognoso che si implementi ancora l’uso dell’auto con tutto lo smog che abbiamo

Firmo perché tutti siano liberi di scegliere il mezzo di locomozione più gradito ed abbiano un posto dove
parcheggiarlo.

Personalmente sono per azioni che impediscno la realizzazione di uno scempio del genere e non per avere il contentino per le
bici.

Perchè dovrebbe essere un mio diritto e di tutta la comunità.

Intermodalità tra mezzo pubblico e privato non inquinante vanno presi come obiettivo primario dello sviluppo urbanistico di Roma, come già
stanno facendo da tempo tutte le grandi metropoli europee e mondiali.

Con tutte queste auto non si va da nessuna parte, se non all’ospedale per via dell’inquinamento. POTENZIATE I MEZZI PUBBLICI e CREATE SPAZI
PER QUELLI ALTERNATIVI (bici, auto e moto elettriche, ecc.)!!!!

Necessario predisporre strutture per agevolare la diffusione di un mezzo di trasporto ecosostenibile e salutare, piuttosto che incentivare
quello del mezzo a motore privato.

Per amore di Roma e della Bicicletta

Le automobili hanno invaso ogni spazio e in città – non solo a Roma – non riusciamo più a spostarci, ad incontrare i nostri amici. Non
riusciamo più a respirare. Roma deve cambiare. Le città italiane devono cambiare.

Bisogna incentivare il trassporto sostenibile, soprattutto in una città come Roma che presenta evidenti carenze in tema di trasporto
pubblico

Non vedo alternative se nn vogliamo bloccare le grandi città

Assolutamente d’accordo. Considerando inoltre, che nello spazio occupato da 1 automobile c’entrano 11 biciclette (22 con strutture adatte), a
FS non cambierebbe nulla

È una cosa tanto ovvia che non dovrebbe essere proposta dai cittadini ma prevista dal progetto

Un parcheggio sorvegliato anche nella mia città mi farebbe molto comodo. Attualmente parcheggio la mia bici sempre in una ciclofficina di
amici o nel dipartimento della mia facoltà perchè sono sprovvisto di una bici che non ruberebbe nessuno.

Ancora non hanno capito che Roma scoppia di smog. Non possiamo sperare sempre che piova. Non è difficile da
comprendere.

perchè si cambi modo di pensare. Il nostro e quello di chi ci ammnistra.

le auto dovrebbero essere disincentivate, non favorite: questo progetto è l’ennesima contraddizione tra vuoti proclami e la politica
reale.

I parcheggi auto nei centri storici sono una follia! Un crimine verso il benessere dei cittadini! Fermiamoli!!!

L’uso del l’auto dovrebbe essere riservato a situazioni particolari, non le abitudini di tutti i giorni. Per il quotidiano la camminata, la
bici e i mezzi pubblici, in qualsiasi combinazione fra loro, aumentano salute e socializzazione